La carica dei 501

Ovvero, del perchè il concorsone del MIBACT per “500 giovani laureati da formare, per la durata di 12 mesi, alla inventariazione e digitalizzazione del patrimonio culturale italiano” ci fa incazzare egualmente tutti.
Premessa: ho 38 anni, sono laureata in Antropologia Culturale, laurea che, come abbiamo avuto ampie occasione di verificare negli anni, non solo non ti fa far fare bella figura alle feste, ma non ti fa fare neppure bella figura ai concorsi pubblici o nelle interviste di lavoro nel magico mondo del lavoro del settore privato.
Seconda premessa: non mi ritengo una lavoratrice precaria e non mi faccio affatto pena, me tapina, per non avere mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Chiuse queste due premesse, riprendo un commento postato inizialmente nel mio profilo personale di Facebook, per cercare di capire perchè questo concorso stia sollevando tutte le voci possibili ed immaginabili contro i suoi (sicuramente) buonissimi propositi di partenza.

A) I giovani

Questa meravigliosa categoria del pensiero possiamo ipotizzare sia in realtà incarnata in (idealmente) nativi digitali che sono appena o quasi usciti dall’università. Dico ipotizzare e idealmente perchè a) non è detto che i nativi digitali siano i più digitalmente svegli e b) se siamo (ops, sono) professionalmente ancora giovani a 34 anni, siamo messi veramente male.

I giovani saranno giustamente egualmente disperati e perplessi: primo perchè è necessario avere preso 110 come voto minimo per accedere al concorso ed avere una splendida e certificata conoscenza dell’inglese, e questo è  giusto, sono criteri ottimi e vanno accettati come tali. Ma se ho preso 110 e parlo uno splendido inglese… onestamente, voglio veramente sbattermi a studiare per un concorso pubblico per fare uno stage a 5000 euro lordi l’anno, che mi vincola come un lavoro vero e proprio per 12 mesi senza darmi nessuna speranza per il futuro? E’ indicato chiaramente nel bando che questo bando riguarda una formazione on the job, non un job (http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1386356199571_Bando.pdf).

Per quella cifra, ma a questo punto anche gratis, dato che per mantenermi nella località dove mi manderanno  potrei dover spendere più di quello che guadagno, non posso fare una formazione on the job in una azienda dove comunque le possibilità di assunzione sono incerte (e lo sappiamo) ma almeno non devo fare una selezione pubblica e studiare 3 mesi?

Trovo poi offensivo pensare che un quasi 35enne debba fare questo processo di selezione per avere in cambio una formazione che può durare meno tempo presso istituti di formazione o imprese private, dove può costare approssimativamente poco di più e darmi un titolo che possa comunque essere spendibile ovunque. A 25 anni lo farei anche, a 30 già direi che restare un altro anno in casa dei miei o farmi mantenere per poter fare questa esperienza è veramente imbarazzante. In sostanza i 500 euro lordi li mette il Ministero, gli altri soldi li mettono mamma e papà e il call centre. Come rinunciare?

B) I non-giovani

Non che io abbia sufficienti strumenti per fare questo calcolo, ma ipotizziamo che il costo per un anno di questa operazione del Ministero parta da 2 milioni e mezzo di euro, per il totale degli stipendi lordi, poi vanno aggiunti i contributi a carico del MIBACT, assicurazioni etc, i costi di gestione del concorsone + varie ed eventuali. Potremmo serenamente dire che invece di prendere 500 giovani (e guarda se alla fine ci faranno odiare la parola) neolaureati o comunque profili professionalmente junior, non potrebbero riaprire almeno parzialmente le assunzioni ed integrare le competenze dell’organico attuale, che su alcune tematiche ha grosse carenze? Le carenze peraltro sono un elemento del tutto normale, dato che chi va in pensione da un decennio a questa parte non viene sostituito.

In questo modo il MIBACT potrebbe cominciare a recuperare una generazione (anzi, almeno due) che si è formata ed è  professionalmente senior, ma che non ha avuto mai la possibilità di entrare nell’organico del Ministero per offirgli le proprie competenze. Perchè dobbiamo perdere due generazioni di professionisti? Queste due generazioni, non nate digitali ma diventate digitali, hanno una consapevolezza ulteriore che non hanno, per motivi anagrafici e culturali, nè le generazioni che sono dentro al MIBACT e che stanno per andare in pensione, nè le generazioni più giovani che nel digitale sono nate. E’ uno spreco di professionalità infinito, che invece sarebbe un’iniezione di energia in una istituzione nella quale abbiamo creduto e crediamo, nonostante veramente abbiamo pochi motivi per farlo.

Mi sono laureata perchè credevo nella missione istituzionale che il Ministero incarna come ente pubblico principale della tutela e promozione del mio patrimonio, ho apprezzato la scelta di integrare finalmente il turismo in questa missione, perchè non ho mai considerato i due mondi come separati ed incomunicabili, continuo a parlare con i miei colleghi ed ex colleghi che nonostante la difficoltà di sopravvivere in questo settore continuano a farlo, anche se siamo alla soglia dei 40 anni o oltre, e non capisco.

Parliamo qui di due generazioni di professionisti del settore, dai restauratori ai catalogatori, da chi fa comunicazione a chi tiene aperti i musei o ci organizza i laboratori per educarci le nuove generazioni: due generazioni almeno, che hanno maturato un bagaglio di capacità e conoscenze lavorando per molteplici enti e realtà del settore con contratti temporanei (e certamente, spesso discutibili e fuori da ogni norma sindacale). La questione non è che devono farci un favore perchè siamo precari, poveri noi trenta/quarantenni dimenticati dallo stato se non quando dobbiamo pagare le tasse sulle partite iva aperte con il terrore di spendere più di quanto si guadagna. Non ci deve fare un favore nessuno, perchè siamo professionisti di alto livello, con esperienze che al MIBACT portano ricchezza e di conseguenza la portano al paese.

La mia professionalità serve a far crescere questo settore, serve la mia energia, e quella di chi continua a lavorare in questo mondo, nonostante sia imbarazzante dichiarare quanto hai guadagnato l’anno precedente. Delle nostre energie e della nostra consapevolezza di professionisti maturi ha bisogno un Ministero, anche. Perchè per parlare con quei 500 giovani che entreranno, ho paura che non saranno sufficienti i pochi dirigenti rimasti nel Ministero, o il pure illuminato OTEBAC. Perchè manca un pezzo importante di Italia nel MIBACT.

Quindi non di un favore ai precari si tratta, perchè il mondo del lavoro deve essere in continuo movimento e non limitarsi ad incatenarsi ad una scrivania fino alla morte, o una manovra che vada a scapito dei “giovani” o di chi è nel Ministero ora e fa il suo lavoro con onore, ma del riconoscimento di professionalità da parte di un ente che, come tutti gli altri enti, deve prima di tutto valorizzare le risorse umane. Si tratta di integrare queli livelli professionali che oggi mancano perchè sono state saltate due generazioni.

Aprire un concorsone per 500 giovani appare come una manovra estremamente demagogica, in questo senso, pure se nell’ambito di un programma interessante come quello del Decreto Valore Cultura (http://www.camera.it/leg17/465?tema=914&Il+decreto-legge+91/2013:+Valore+cultura). Appare come una mossa promozionale ma fuori da una strategia ideale di sviluppo del MIBACT che deve essere il risultato di una visione globale del settore dei BBCC. Investire nella formazione è importante, certamente, ma c’è prima da sistemare un grosso errore dovuto alla mancanza di visione di chi c’è stato negli ultimi 30 anni.

Perchè se si dà a queste generazioni il modo di  operare per valorizzare il patrimonio culturale, se ci date il gusto di fare il lavoro che sappiamo fare, è  un attimo poi renderci finalmente orgogliosi di questo splendido paese.

| Contrassegnato , , , | Lascia un commento

B(io) – qualche anno fa

Io e spaventaorsi vestito da granatiere austroungarico

Io e spaventaorsi vestito da granatiere austroungarico

Antropologamuseale di 33 anni, sono nata e vivo a Roma da dove giro pel mondo via internet.

Mi sono laureata in Antropologia Culturale (cattedra di Pietro Clemente) alla Sapienza di Roma nel 2001, poi, dopo una breve pausa di riflessione nel Salento, dove ho fatto le ricerche per la mia tesi di laurea, sono arrivata a Siena all’inizio del 2002.

Tra Siena, Firenze e Arezzo, nel 2002 ho censito archivi per l’IDAST (Iniziative DemoEtno Antropologiche di Storia Orale in Toscana) per il censimento degli archivi audiovisivi e sonori in Toscana, e negli archivi toscani ho cercato foto, registrazioni video e audio e documenti per il nascendo Tepotratos  -Scene del Teatro Popolare Tradizionale Toscano, museo audiovisivo interattivo di  Monticchiello –Pienza.

A Siena ho visto un Palio, ho sentito tamburini esercitarsi per pomeriggi interi con decrescente piacere (abitavo accanto alla contrada del Bruco) ho fatto spese alla Coop e mi sono persa un po’ dappertutto (essendo priva di qualsiasi senso dell’orientamenteo e tecnologicamente svantaggiata  – ovvero non dotata di navigatore) per una ricerca finanziata dal CNR sulle esigenze dei musei locali.

Per tutta la Toscana e l’alto Lazio ho intervistato operatori museali e progettato, insieme a Sandra Ferracuti,  un sito web per i musei, del quale il sito Simbdea è una parziale applicazione. Il portale Simbdea per i musei è attualmente in fase di implementazione e sarà on line nel 2009.

Tra il 2003 ed il 2005 ho lavorato per RUBIA, progetto di ricerca etnobotanica finanziato dalla UE sugli utilizzi delle erbe spontanee: la mia area di ricerca questa volta è stata in provincia di Ravenna, nello specifico Villanova di Bagnacavallo, paese rinomato per il Museo e la Sagra delle Erbe Palustri.  Lì ho intervistato gioventù varia rigorosamente over-60 dotata di ottimo senso dell’umorismo nonchè di notevoli abilità culinarie.

Appena prima ed in parte contemporaneamente alla ricerca a Villanova, sono stata a Santarcangelo di Romagna (RN) per uno stage al Museo degli Usi e Costumi delle Genti di Romagna, dove ho catalogato una collezione di oggetti sul gioco del pallone a bracciale ed ho collaborato all’ organizzazione di una giornata di presentazione della rivista AM nel salone dei Dugento a Palazzo Vecchio a Firenze.

Nel 2005, dopo aver perso un bel po’ di ore di sonno per partecipare ad un bando trovato in internet poco prima della scadenza,  sotto l’egida di Pietro Clemente ( cattedra di Antropologia Culturale di Firenze) ed insieme ad Elisabetta Frasca  abbiamo presentato un progetto alla British Library nell’ambito dell’ Endangered Archives Programme, ed abbiamo ottenuto un finanziamento per quello che è diventato Testimonianze del Teatro Popolare Toscano: Immagini, Suoni e Voci della Toscana Contadina.

Per tutto il 2005 e fino alla fine del 2006 con Elisabetta Frasca, Alexia Proietti e Valentina Simonetti, abbiamo girato per la Toscana per raccogliere interi archivi privati, catalogarli e salvaguardarli attraverso il riversamento su supporti digitali: abbiamo recuperato oltre 4000 supporti tra foto, audio, video e documenti cartacei, della collezione sono state realizzate tre copie, una delle quali è a Londra, e le altre due a Firenze (all’ Archivio di Stato) ed a Siena (presso la Biblioteca della Facoltà di Lettere).

Dal 2007 ho cominciato a gestire la Segreteria Operativa di Simbdea: iscrizioni, amministrazione, progettazioni nuovi servizi e fund raising ed infine il sito web, inaugurato il 20 Gennaio 2008. Oggi coordino lo staff operativo di Simbdea, tre meravigliosi professionisti del mondo museale che si occupano dei servizi per gli associati, della comunicazione on line con InfoSimbdea, un bollettino mensile di informazione sul mondo dei musei DEA, dell’ufficio stampa, mente io gestisco una sezione di sviluppo progetti nella quale cerchiamo di far incontrare ITC e BBCC con una certa reciproca soddisfazione.

Pubblicato in Chi ha avuto ha avuto ha avuto | Lascia un commento

Nostra patria è il mondo intero

Per vederlo meglio, consiglio di aprirlo a schermo intero (i commenti sono illegibili altrimenti)

Pubblicato in Chi ha avuto ha avuto ha avuto | Contrassegnato , , , , , , | 1 commento

Fai la cosa giusta

Wordle: workshop

Ci siamo quasi! A Milano il 10 Novembre dalle 13.30 alle 15.30, in occasione di Museitalia, Forum Nazionale di museografia e museotecnica presento  “Fai la tua mostra.Esperimenti dal vivo di mostre Web 2.0”.

Si tratta di un workshop di due ore che fa parte del programma dei seminari proposti da Simbdea per Museitalia, sarà un primo tentativo di creare occasioni per una museografia collaborativa, dove le idee e le esperienze dei partecipanti si incontrano in un contesto informale per creare qualcosa di totalmente nuovo. Faremo una sessione di brainstorming di due ore, creando un progetto per una esposizione temporanea da valorizzare e potenziare con gli strumenti del web 2.0. (per iscrizioni: www.museitalia.it)

Se intanto volete vedere qualche esempio di iniziative simili (ma organizzate su più giornate) visitate il sito di MuseumNext, due giorni di sessioni collaborative con operatori museali da tutto il mondo appena terminate a Reading – UK ed il profilo Twitter del Big Ideas Fest, che  si terrà a Half Moon Bay – California, dal 6 al 9 dicembre prossimi.

A Milano faremo un piccolo e (purtroppo) breve esperimento ma se avremo successo….andremo avanti!

A presto!

Pubblicato in Chi ha avuto ha avuto ha avuto | 1 commento

A Roma fa caldo

Immagine1
Lo sanno anche su Facebook.
A presto con qualche novità, reportage museale da Roma (da turista) e da new York dal 28 Agosto!
Pubblicato in Chi ha avuto ha avuto ha avuto | 2 commenti

Sulla luna

Avendo deciso che a 34 anni le cose o mi piacciono o non mi piacciono, eccoqua ieri sera.

Ieri sera a Piazza del Popolo ho visto un palco emozionante come non ne vedevo da un po’…per l’anniversario del primo omo sulla luna è stato montato un apparato audiovisivo veramente spettacolare, con un enorme globo bianco al centro del palco e due enormi pannelli laterali sui quali sono state proiettate immagini durante tutta la serata/nottata, durante lo spettacolo della sera (così abbiamo visto meglio Piero Angela sia live che da giovane)  poi spettacolo di luci e musica (bello), e poi per il concerto di Moby un po’ prima di mezzanotte.

Le agenzie di stamattina parlano di 100.000 persone, io non son pratica ma effettivamente la piazza era bella piena e l’allestimento audiovisivo ha veramente fatto la differenza, i contenuti erano molto belli, ben montati, immagini di repertorio veramente suggestive. Le mie magre foto dal cellulare sono in facebook, se non siete amici non le potete vedere, ma qualcuno ha già provveduto a mettere un po’ di video in YouTube. Certo, io ho anche la foto del globo sgonfio.

Prima

Prima
e Dopo (verso l’1..)
Dopo

Pubblicato in Chi ha avuto ha avuto ha avuto | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Tesori nella monnezza (2)

Ormai è una persecuzione. Dopo aver dedicato praticamente mezza giornata a sistemare solo le mie carte (che tra quelle che avevo accumulato prima e quelle che si son create dopo il trasloco…che lo dico a fare) decido di sistemare un po’ di rogne quotidiane, tipo che l’AMA (Agenzia Municipale Ambiente) mi ha mandato una bolletta da 90 euro a nome del precedente proprietario della casa, tipo che gli hanno addebitato i suddetti 90 sul suo conto in banca…nonostante la comunicazione via fax con i miei dati.

Allora che fo? Beh, ovviamente guardo nel loro sito, e cosa trovo? Un gioiellino, una cosa deliziosa, una perla nella monnezza (oh, è pur sempre il sito dell’Ama, mica del Mibac).

Si chiama “Una passeggiata tra i ricordi” ed inimmaginabilmente è una applicazione all’interno del sito  dedicata alle tombe illustri al cimitero Verano.

Ora, io ho abitato per quasi tutta la mia vita accanto al Verano, mi ci hanno portato da piccola durante il ritiro della comunione (tipo “ricordati che devi morire” sospetto) ho anche lavorato ben 2 mesi nell’ex negozio di marmi di mio zio (e ho anche seguito 2 funerali, allora? è come organizzare un evento, in fondo) e l’estate, quando fa veramente caldo, dalle finestre spalancate di casa entrava odore di fiori marci, che a me ricordava piacevolmente il negozio di fiori dei miei nonni.

Qualche tempo fa, è nella mia libreria provvisoria da qualche parte, avevo preso in casa dei miei 4 libretti con le mappe dei VIP defunti, 4 itinerari diversi da fare nel cimitero, una volta ne ho anche fatto uno seguendo la mappa: questo mini sito ne è la versione multimediale, dedicato tutto al cinema (o meglio ai caduti del cinema, se vogliamo).

nazzariE’ in realtà una cosa semplice, niente di trascendentale o particolarmente elaborato, ma ha una graziosa ( e semplice, decisamente) animazione che ti fa vedere la mappa del Verano, e i 25 personaggi del cinema, cliccando sul nome si va alla foto della tomba (è un cimitero, del resto) e poi al file video collegato (se è presente). Imparo che Nino Manfredi si chiamava Saturnino (forse solo io non lo sapevo)  e che Amedeo Nazzari si chiamava Salvator Amedeo Buffa (chissà se mia nonna, sua grande fan, lo sa) ed era nato a Cagliari. I pezzetti di video durano poco, sono estratti da film diretti o interpretati dal defunto in questione, ma è un’applicazione carina, che incuriosisce, non puzza di fiori marci ed ha come logo un disegno dell’ingresso del cimitero…certo, una mini biografia ce la potevano pure mettere, ma è così, una cosa piccola senza tante pretese che però si guarda con piacere. C’è anche l’informazione sulle visite guidate tematiche, che però oimè sono ferme all’ottobre 2008.

Concludo con un’ulteriore piccola perla, appena arrivata nella posta, dal’oggetto

“Lei ha perduto il lavoro?trovila di nuovo!”

E noto a tutti che il livello della disoccupazione sta proseguendo a crescere. Il governo della Repubblica ha presso provvedimenti di anticrisi grazie ai quail sono state stanziate risorse finanziarie supplementari per creare i nuovi posti vacanti. Il nostro web-portale anche partecipa in questa programma di governo informando sui posti vacanti di lavoro.

Oggi e stato aggiunto il nuovo posto vacante.
Questo lavoro e conveniente per ogni che ha 18 anni
Questo posto vacante puo essere come il lavoro principale cosi il lavoro supplementare (non occupa molto      tempo)
Il salario medio ammonta a 500-800 euro alla settimana.
La paga e fatto quotidianamente.

Se Lei cerca il lavoro principale o ha alcune ore libre al giorno e voglia di avere il reddito supplementare, mandi il Suo curriculum vitae al info@wem-lavoro.com

Risponderemo a ciascuno, non dubiti!

Se Lei non vuole piu ricevere tale informazione , informici via e-mail al seguente indirizzo electronico – no@wem-lavoro.com

Distinti saluti,
Brian WALKER

Sì Brian, decisamente una mail accattivante, ora ti scrivi,

Salutici a tutti

Pubblicato in Chi ha avuto ha avuto ha avuto | Contrassegnato , , , | Lascia un commento